Forza Italia diserterà l’Antimafia se Morra resta presidente

Gelmini: con lui guerra alla mafia è persa, deve dimettersi subito

Roma, 21 nov. (askanews) – Forza Italia diserterà la sedute della Commissione Antimafia per protesta contro le mancate dimissioni di Nicola Morra dalla sua presidenza. “Un Paese che mantiene alla Presidenza della Commissione Antimafia un personaggio come Morra, che usa un linguaggio razzista e violento – ha dichiarato la capogruppo Fi Mariastella Gelmini- è un Paese che ha deciso di combattere la guerra alla mafia… e di...
la provenienza: ASKA

2020-11-21 17:52
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Oggi 18:04 Stef&Phere, l’altra faccia degli youtuber: “Cari giovani, tocca a noi lottare per il clima” I loro canali vengono seguiti da due milioni e mezzo di persone. Ora hanno scritto un libro e fanno informazione sulle problematiche ambientali: "Ma senza catastrofismo" di Elisabetta Ambrosi | 24 Novembre 2020 Si parla della Xylella che attacca gli ulivi e del permafrost che si scioglie, della posidonia che sparisce dalle coste e delle conseguenze dell’innalzamento dei mari. Ma non è l’ennesimo saggio sul cambiamento climatico quanto l’ultima fatica di Stef&Phere, popolarissimi youtuber da quasi due milioni e mezzo di seguaci (il loro canale principale è Two […] Per continuare a leggere questo articolo Abbonati a Il Fatto Quotidiano Abbonati a soli 13,99€ / mese per il primo annorn( successivamente 14,99€/mese ) oppure rn Sei già abbonato? Continua a leggere Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
Oggi 18:04 Greenpeace: “Troppi soldi agli allevamenti, l’inquinamento che la Ue non vuole vedere” Il Parlamento Ue ha votato la Politica Agricola Comune, con finanziamenti ai big della carne che arrivano al 70% dell'intera torta messa a disposizione dalla Pac. Questi impianti provocano il  17 per cento alle emissioni di gas serra europee. L'appello per cambiare approccio di Simona Savini (Responsabile Campagna Agricoltura Greenpeace Italia) | 24 Novembre 2020 Il Parlamento europeo ha approvato a fine ottobre la sua proposta di Politica Agricola Comune (PAC). Lo ha fatto con circa il 38 per cento di astenuti o voti contrari, una percentuale altissima per una politica così importante, che impegna quasi il 40% del bilancio annuale europeo. La frattura si è prodotta sulle ambizioni ambientali della PAC, ulteriormente ridotte dal passaggio parlamentare. Uno dei temi più caldi della discussione è stato il finanziamento al sistema degli allevamenti intensivi europei che, attualmente, assorbe circa il 70 per cento dei fondi PAC, contribuendo a circa il 17 per cento alle emissioni di gas serra europee e all’inquinamento di aria e corpi idrici. In Italia, è stata Greenpeace insieme ad un team di ricercatori dell’Università della Tuscia a misurare il “peso ecologico” delle emissioni della zootecnia attraverso il metodo dell’impronta ecologica – che stima l’impatto di un dato settore in rapporto alla capacità del territorio (biocapacità) di fornire le risorse necessarie e assorbire i rifiuti o le emissioni prodotte. Confrontando le emissioni di gas serra derivanti dagli animali allevati (le sole emissioni dirette, quindi escludendo ad esempio tutto il peso di mangimistica o energia) con le risorse naturali che la superficie agricola italiana fornisce, lo studio mostra come agricoltura e zootecnia insieme creino un deficit fra domanda e offerta di risorse, consumando una volta e mezza le risorse naturali che i terreni agricoli italiani mettono a disposizione. Con un peso rilevante degli allevamenti che, per compensare le sole emissioni dirette, richiedono il 39 per cento della superficie agricola nazionale. In alcune Regioni, come la Lombardia, gli allevamenti richiedono il 140 per cento del territorio agricolo regionale per compensare le proprie emissioni zootecniche. Tutto questo non può che avere effetti anche sulla nostra salute. Il mondo della scienza è ormai concorde nel riconoscere le principali cause di epidemie, come quella attuale, nella distruzione degli habitat naturali, in gran parte causata proprio dalla necessità di creare sempre più terreni agricoli per l’alimentazione animale. Nonostante ciò, la maggioranza dei parlamentari europei ha scelto di ignorare queste evidenze, con un testo che premia ancora una volta i sistemi di produzione intensivi a discapito del clima, dell’ambiente e delle medie e piccole aziende agricole. Ora la palla passerà al trilogo, iniziato il 10 novembre, in cui saranno messe a confronto le proposte di Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio (composto dai governi nazionali) con lo scopo di arrivare ad un testo di PAC condiviso. La Commissione europea potrebbe ancora rigettare il testo votato dal Parlamento, facendo ripartire di fatto l’iter parlamentare. Senz’altro un’ipotesi remota, sulla quale si è però creata una campagna europea che ha già costretto la Commissione a esprimersi sul tema: una breccia è stata aperta, l’auspicio è che attraverso di essa si possa costruire un sistema agroalimentare realmente sostenibile. Articolo Precedente I ricordi di Morin: dal “nullo” Sartre al dirigente Pci fuggito con la cassa Articolo Successivo Stef&Phere, l’altra faccia degli youtuber: “Cari giovani, tocca a noi lottare per il clima” Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
Oggi 18:04 La sterzata della Francia sulla tutela del clima: “Arriva il reato di ecocidio” La proposta di due ministri. Nell'ordinamento entreranno due tipi di contestazioni: la prima è un “reato generale di inquinamento” per danni gravi all'ambiente, la seconda è un “reato per la messa in pericolo grave dell'ambiente”. Previste multe fino a 4,5 milioni e anche la reclusione di Luana De Micco | 24 Novembre 2020 La Francia si prepara ad introdurre nel suo codice penale il concetto di “ecocidio”: inquinare e compiere azioni gravi contro l’ambiente diventeranno dunque reati. L’annuncio è arrivato sulle pagine del settimanale della domenica, Le Journal du Dimanche (JDD), che ha pubblicato un’intervista a due dei ministri, della Giustizia e dell’Ecologia, Éric Dupont-Moretti e Barbara Pompili […] Per continuare a leggere questo articolo Abbonati a Il Fatto Quotidiano Abbonati a soli 13,99€ / mese per il primo annorn( successivamente 14,99€/mese ) oppure rn Sei già abbonato? Continua a leggere Articolo Precedente Assistono, subiscono, riconoscono, temono: giovani e violenza, i dati sconfortanti Articolo Successivo Le sorelle Khachaturian nella Russia dove picchiare una donna è una sanzione amministrativa Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
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