Oggi, in Italia, mi sembra che molti diano acritico consenso psicologico, culturale e anche affettivo a chi toglie loro la libertà
Caro direttore, desidero esprimerti la totale condivisione del tuo articolo “Meglio sudditi che morti” pubblicato il 5 dicembre e di quello intitolato “Vivi. Né morti, né tantomeno sudditi”, pubblicato il 6 dicembre su Tempi. Totalmente condivisibile è il cercare di distogliere il nostro popolo dalla grave indifferenza rispetto alla tematica...
la provenienza: Tempi