Camminavamo per le vie di Marburgo, quando Gadamer d’un tratto si fermò e mi chiese: «Come si chiama quella mia compagna di studi che poi è andata in America, quella che ha parlato di banalità del male?». «Arendt», risposi. Sapevo che alla sua età si possono avere ricordi vividi, mentre i nomi sfuggono. «Arendt, Arendt! … Hannah», ribadì. E poi cominciò a raccontare di quegli anni trascorsi lì,...
la provenienza: L'Espresso