Il “caso Regeni” e il “caso pescatori” hanno in comune soltanto il fatto di costituire una cartina di tornasole del credito goduto o del discredito patito dallo Stato italiano nei rapporti internazionali. Lo straziante assassinio di un giovane connazionale incolpevole è profondamente diverso dalla cattura e detenzione dei pescatori, anche stranieri, ingaggiati da armatori italiani. Un brutale omicidio di Stato non è equiparabile al piratesco sequestro di persone e cose perpetrato...
la provenienza: L'Opinione delle Liberta