Bilancio Ue, l’Italia contro la concezione “frugale” dell’Europa

I 4 paesi rigoristi sono Austria, Danimarca, Olanda e Svezia

Roma, 21 feb. (askanews) – Seconda giornata del vertice straordinario dedicato al quadro di bilancio pluriennale 2021-2027 dell’Ue. Parlando alla stampa al suo arrivo al Consiglio europeo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha avvertito che all’Italia la concezione frugale dell’Europa “non sta bene”:

“Se continuerà da parte di alcuni paesi, che peraltro hanno un livello di benessere molto...
la provenienza: ASKA

2020-02-21 18:31
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Oggi 17:19 La preghiera del Papa: “Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre città” “Tutti nella stessa barca” - In una piazza San Pietro deserta, sotto la pioggia, il Pontefice ha voluto pregare contro la pandemia Oggi in Edicola - iscriviti alla newsletter e ricevi ogni mattina le principali notizie. ISCRIVITI di Papa Francesco | 28 Marzo 2020 1 Ieri sera, alle 18, papa Francesco è apparso da solo nel mezzo del sagrato di San Pietro per la preghiera straordinaria anti-pandemia. Dietro di lui l’immagine della Salus Populi Romani, icona bizantina di Maria conservata in Santa Maria Maggiore e il Crocifisso di San Marcellino, venerato dai romani da quando, nel 1500, “scacciò” la peste a Roma. Al termine il Papa ha infine impartito la Benedizione “Urbi et Orbi” davanti alla piazza vuota con la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria in streaming. È la prima volta che accade. Di seguito un estratto del suo discorso. Speciale Coronavirus - iscriviti alla newsletter e ricevi gli ultimi aggiornamenti nella tua casella. ISCRIVITI Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: “Siamo perduti”, così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme. È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. (…) La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. (…) Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli. (…) Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. (…) Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita.(…) È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: “Che tutti siano una cosa sola”. Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. (…) In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. (…) “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: “Voi non abbiate paura”. E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi”. Articolo Precedente Il giorno più nero. Il numero del diavolo è 969 Mai così tanti morti in 24 ore Articolo Successivo Il piano regionale lombardo travolto dal virus in 72 ore Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
Oggi 17:19 Il papà del 34enne morto: “Call center sicuro” La lettera - Il lavoratore deceduto per Covid. “Preso in Spagna, si sentiva al sicuro in azienda” Oggi in Edicola - iscriviti alla newsletter e ricevi ogni mattina le principali notizie. ISCRIVITI di Guglielmo Renzi | 28 Marzo 2020 Caro Direttore, inutile iniziare dal dolore della mia famiglia per la morte di mio figlio. Oggi, in cui avremmo desiderato solamente un po’ di silenzio, non possiamo permettere che il nostro dolore diventi oggetto di cronaca, per giunta inadeguata. Mai avrei pensato di dover scrivere al suo giornale – e in particolare in riferimento all’articolo pubblicato lunedì 23 marzo 2020 a firma di Daniela Ranieri, dal titolo “34enne morto: lavorava al call center “pollaio” – che strumentalizza la morte di Emanuele per insinuare ipotetiche colpe del call center per cui lavorava mio figlio. La causa della morte di Emanuele non è imputabile alle condizioni di sicurezza messe in campo da Youtility, ha accusato i primi sintomi in rientro da un viaggio in Spagna. Fino all’ultimo, Emanuele si è sempre sentito al sicuro in azienda, quella era la sua seconda famiglia. Da pochi mesi aveva ottenuto la promozione a quadro e purtroppo non ha avuto il tempo di godersi questo successo. Penso che la vostra categoria sia davvero preziosa. E ora che il nostro Paese deve fronteggiare un’emergenza così violenta e drammatica, il vostro lavoro acquista ancora più valore. È indispensabile avere un’informazione professionale che tenga conto dei valori del buon senso e del rispetto. A maggior ragione adesso. Avremmo bisogno oggi di essere solidali con tutti coloro che sono, a diverso titolo, a servizio del Paese. Gentile Signor Guglielmo Renzi, questa lettera ci addolora profondamente. Mentre non possiamo nemmeno immaginare il sentimento che l’ha determinata, sappiamo di aver scritto mettendoci al servizio di una causa giusta, che era quella di dar voce a giovani lavoratori che purtroppo non ne hanno, e non possono certo dire di aver avuto con l’azienda la medesima esperienza positiva di Suo figlio Emanuele. Nessuna delle persone che ci hanno contattato si è sentita come in famiglia nell’azienda, specialmente allo scoppiare dell’emergenza Coronavirus, quando alcuni lavoratori hanno dovuto chiamare le forze dell’ordine per veder rispettati i loro diritti. Nessuno mette in dubbio che Emanuele lavorasse in sicurezza: purtroppo non così centinaia di altri suoi colleghi. Abbiamo raccolto in queste settimane il grido di aiuto che giungeva da varie categorie di lavoratori, tra cui quelli dei call center, esposti a possibili contagi per il fatto di dover condividere spazi affollati, senza protezioni e senza potersi avvalere dello smart working, anche dopo il decreto dell’8 marzo che lo raccomandava. Il caso ha voluto che la lettera di denuncia di un operatore giungesse proprio dalla Youtility pochi giorni prima dell’evento luttuoso che ha riguardato la Sua famiglia, infatti noi l’abbiamo pubblicata in data 10 marzo. L’articolo del 23 marzo dava conto di un aggravamento dell’allarme ed era diretto a tutelare i lavoratori che ancora prestavano la loro attività nell’edificio (dove lavorano di regola circa 2000 persone), ulteriormente preoccupati dopo aver appreso la notizia mediante il passaparola e non dai loro datori di lavoro. Ci siamo fatti portavoce di colleghi di Suo figlio, Signor Guglielmo, suoi coetanei o anche più giovani, ciascuno figlio o nipote di persone magari anziane o malate, comprensibilmente spaventati dopo la notizia della tragica morte del loro collega e amico, preoccupati di non ricevere sufficienti informazioni dall’azienda, in particolare circa l’ultimo ingresso di Suo figlio nell’edificio, circostanza su cui esiste una denuncia dei Cobas. Mai abbiamo detto o insinuato che Emanuele si sia contagiato in azienda; abbiamo piuttosto segnalato che tutti i luoghi di lavoro organizzati in quel modo, senza distanze di sicurezza e in situazione di promiscuità e condivisione di microfoni, possono diventare focolai di infezione se ci fosse anche uno solo lavoratore contagiato. Non spetta a noi muovere accuse di carattere legale, che spettano a ben altre Istituzioni. Noi abbiamo il dovere di dare notizie e descrivere quello che avviene a tutti i livelli della società, e lo facciamo scegliendo di metterci sempre dalla parte dei più deboli. Ci permetta ad ogni modo di farLe le nostre più sincere condoglianze. Articolo Precedente Morandi, virus tra gli operai. Ma il cantiere andrà avanti Articolo Successivo “Trasportiamo i contagiati e non ci fanno i tamponi” Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. 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Oggi 17:19 Coronavirus, tutti davanti alla tv: volano tg, film e fiction, ma cala il “trash” Boom - L’isolamento fa aumentare gli ascolti giornalieri medi del 38% (4 milioni di persone): record per gli speciali sul virus Oggi in Edicola - iscriviti alla newsletter e ricevi ogni mattina le principali notizie. ISCRIVITI di Gianluca Roselli | 28 Marzo 2020 Volendo astrarsi per qualche minuto dalla drammaticità dell’emergenza Covid-19, per gli studiosi è un momento unico. Perché 60 milioni d’italiani chiusi in casa per la maggior parte del tempo diventano una sorta di Grande Fratello nazionale, un campione irripetibile da analizzare. A partire dai comportamenti televisivi. Per media e tv, infatti, è un momento ghiottissimo, visto che gli ascolti sono schizzati verso l’alto, ma è anche tempo di grandi responsabilità. La platea televisiva, infatti, è praticamente esplosa. Gli italiani a casa guardano molta più tv, specialmente sulle reti generaliste. Speciale Coronavirus - iscriviti alla newsletter e ricevi gli ultimi aggiornamenti nella tua casella. ISCRIVITI Prendendo come riferimento il periodo che va dall’8 al 25 marzo (l’8 è il giorno seguente alla “chiusura” della Lombardia e dei primi inviti del governo a stare a casa), secondo le elaborazioni dello Studio Frasi di Milano sui dati Auditel, il pubblico televisivo nel giorno medio è arrivato a 14.384.430 persone, un aumento di quasi 4 milioni rispetto allo stesso periodo del 2019: per l’esattezza 3.965.843. Il 38% in più. Un aumento di oltre 5 milioni sia nel day time che nella prima serata, dove si giunge alla cifra “monstre” di 29.884.449. Quasi trenta milioni di persone la sera stanno davanti al teleschermo, più 21,4%, mentre nel day time l’aumento è più consistente: 43,8%. Le persone accendono la tv anche di giorno, quando prima si era fuori per lavoro o altre attività. La torta riguarda soprattutto Rai e Mediaset: più 37,5% per Viale Mazzini e più 30,4% per le reti del Biscione. Guardando ai programmi, tranne rare eccezioni, sono tutti in aumento, a cominciare dall’informazione. Ma non tutti salgono come dovrebbero. Tra i 15 programmi più visti in assoluto, nel periodo 8-25 marzo, al primo posto c’è l’edizione straordinaria del Tg1 del 9 marzo, vista da 10.780.449 telespettatori, per uno share del 34,3%. Ma nella top 15 troviamo, all’ottavo posto, anche l’edizione straordinaria del Tg1 del 21 marzo (oltre 6 milioni, 22,3%), lo speciale pandemia del Tg1 dell’11 marzo al nono posto (5 milioni e 600 mila, 18,6%) e l’edizione straordinaria del Tg5 del 21 marzo (5 milioni e 300 mila, 19,7%), al 13esimo posto. A crescere meno sono i programmi più frivoli. Segno che in questo periodo di quarantena gli italiani chiedono informazione e intrattenimento di qualità: grande fiction e show intelligenti. Mentre cala la voglia di trash, tipo Barbara D’Urso o Grande Fratello Vip. Sempre guardando ai primi quindici, troviamo soltanto due show: C’è posta per te del 14 marzo al quinto posto (7.184.933) e Il meglio di Viva RaiPlay di Fiorello del 21 marzo (5.547.341) all’undicesimo. Per il resto è tutta fiction, con Montalbano al secondo e terzo posto, Don Matteo al quarto e al sesto, la mini-serie Bella da Morire, e la serie La vita promessa. Nel prime time, per esempio, L’eredità e I soliti ignoti guadagnano, mentre meno bene va Striscia la notizia che, pur salendo, come share sta sotto al Tg5 quando, a febbraio, era stabilmente sopra. Per quanto riguarda la prima serata, invece, a crescere meno del previsto sono Pechino Express (tra il 10,4% e il 9,2% di share), il Grande Fratello Vip (18,7% e 19%) e Amici (18,5% e 19,4%), mentre Chi l’ha visto, rispetto allo stesso periodo di febbraio, perde addirittura telespettatori (6,6%). La domenica, poi, Barbara D’Urso aumenta spettatori ma perde in share (14,3% e 13,2%), mentre sale in maniera più stabile Fabio Fazio con Che tempo che fa (9,3% e 9,8%). Bene anche Ulisse di Alberto Angela (3 milioni e mezzo per il 12,9% di share). Molto bene, dicevamo, fiction e film, come Harry Potter, Montalbano, Assassinio sull’Orient Express, Don Matteo, Benvenuti al Nord. Per l’informazione, ottime performance fanno il Tg2 Post, su Raidue, e Stasera Italia di Barbara Palombelli, su Rete 4. Bene anche Massimo Giletti sul La7 la domenica e Dritto e Rovescio di Paolo Del Debbio il giovedì. Buoni numeri anche per 8 e mezzo di Lilli Gruber. Una bella iniezione di dopamina arriva poi per i tg. Sempre nel periodo 8/25 marzo 2020, secondo lo Studio Frasi, per quanto riguarda le edizioni serali, rispetto al marzo del 2019 il migliore scatto in avanti spetta al Tg1, con una media di 7.645.030 telespettatori, per il 25,7% di share, più 2 punti in più, tallonato a vista dal Tg5 (6.539.540, 21,8%, più 2,9), ma il miglior balzo è quello dei Tg regionali Rai (4.747.660, 17,2%, più 4,9). Seguono poi il Tg3 delle 19 con un più 2,4 e il Tg2 con più 1,8. Interessante dare un’occhiata ai giovani, anch’essi costretti a casa. Tra i programmi più visti dai ragazzi tra i 15 e i 19 anni, a sorpresa, c’è la Santa Messa su Raiuno (10,6%). Mentre tra quelli tra i 19 e i 24 va forte Storie italiane, il programma di Eleonora Daniele, sempre su Raiuno (23,4%). Legato ai giovani è anche il discorso sui device, ovvero la tv vista su pc, tablet, smartphone e smart tv, dove la crescita maggiore si ha per SkyTG24 e Rainews 24. Anche in questo caso, dunque, a dominare è l’informazione. Articolo Precedente Pino Strabioli: “Attività fisica? Ma siete matti? Però cucino” Articolo Successivo “Da Siti a ‘Bel Amì’: tutte le mie mappe della quarantena” Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. 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