TMW - Roma, per Perez il nodo è la recompra voluta dal Barça

La trattativa fra Roma e Barcellona per Carles Perez prosegue dopo che è stato trovato l’accordo per il prestito con obbligo di riscatto fissato attorno ai 13 milioni di euro. A bloccare la trattativa è però la volontà dei catalani di non perdere del tutto il giovane calciatore, ma di conservare una possibilità di riportarlo in Catalogna. Il Barcellona infatti vorrebbe inserire la clausola di recompra qualora il giocatore dovesse esplodere in giallorosso, mentre la Roma si oppone a...
la provenienza: Tutto Mercato Web

2020-01-28 01:31
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Oggi 10:19 Iran, la lunga marcia per resistere alle sanzioni Usa – Il reportage di Di Battista Da queste parti li chiamano kulebar, in farsi significa “ciò che si porta sulle spalle”. Sono tutti curdi-iraniani, per lo più trentenni, anche se non mancano ragazzi più giovani e persino settantenni ostinati. Contrabbandano vestiti, sigarette, medicinali e soprattutto elettrodomestici. C’è chi riesce ad attraversare il confine con quattro televisori al plasma sulle spalle. Le sanzioni hanno reso questi prodotti carissimi. Le sanzioni non servono a nulla. Per lo meno non a rovesciare governi ostili, più o meno democratici. Indeboliscono invece i più poveri e rafforzano divisioni ed estremismi. In un mondo sempre più globalizzato, sono dichiarazioni di guerra latenti, oltre che tentativi di colpi di Stato moderni dagli esiti grotteschi. La Rivoluzione islamica ha appena compiuto 41 anni e da 41 anni l’Iran è sotto sanzioni. Ai tempi dello Scià, la Persia era un grande amico dell’Occidente. Eppure la guardia imperiale e la Savak, i servizi segreti persiani addestrati dal Mossad, compivano atrocità inaudite verso la popolazione. Ma allora nessuno toccava gli interessi delle imprese transnazionali e l’Occidente, al corrente delle violazioni dei diritti umani, sceglieva di guardare altrove (continua a leggere) di Alessandro Di Battista | 25 Febbraio 2020 Al di là delle montagne c’è l’Iraq. Da lì arrivano. Sono stanchi e infreddoliti, ma con il sorriso sul volto perché ce l’hanno fatta ad arrivare. Hanno fame, c’è chi mangia pane, burro e formaggio di capra e chi fa la fila davanti a un furgoncino azzurro dove servono generose porzioni di ash-e reshteh, la […] Per continuare a leggere questo articolo Abbonati a Il Fatto Quotidiano Abbonati a soli 14,99€/mese oppure rn Sei già abbonato? Continua a leggere Articolo Precedente “Assange pericolo per sé e per le sue fonti” Articolo Successivo Raffaello. L’urbinate nell’Urbe: 200 opere in mostra Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
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